Jul 13, 2020

# anticonformismo # Femminismo

Anticonformismo e ribellione nella letteratura inglese- un'intervista con l'autrice Francesca Tramontana

Di Milena Rampoldi, ProMosaik.

Qui di seguito l’intervista con Francesca Tramontana, autrice della nuova pubblicazione di ProMosaik intitolata “Anticonformismo e ribellione” ed incentrata due opere della letteratura inglese, The Scarlet Letter e Piccole Donne in cui le donne anche se in modo molto diverso esprimono lo spirito femminile anticonformista e ribelle. Temi molto attuali per le donne di oggi. Per acquistare il libro, seguite questo link.

Perché è importante studiare la storia della letteratura al femminile?

Non credo sia corretto parlare di letteratura al femminile in senso stretto. Dato che uno dei due libri principali, nonché molti di quelli citati alla fine del mio studio, sono scritti da mano maschile. Si tratta più di riflettere sul fatto che le donne non sono solo le “vittime” indifese delle grandi storie d’amore, le damigelle da salvare, o le “banderuole” soggette al vento della passione. Le donne sono molto, ma molto, di più. Sono guide, madri, sostenitrici, indipendenti, forti, delle vere e proprie eroine in grado di capovolgere anche le situazioni più anguste.
È per questo che è importante studiare libri che sviluppano l’immaginario femminile in un modo avanguardistico per i loro tempi e più che mai moderno per l’epoca attuale.

Quali sono i temi principali che sviluppi nel libro?

Il tema principale è l’anticonformismo visto nelle sue molteplici sfaccettature.
Oggi si fa presto a definire una persona “anticonformista” quando non segue le mode, ma, secondo il mio punto di vista, il vero anticonformismo sta nel rispetto di se stessi e del proprio modo di essere.
Da qui si evolve il tema della ribellione intesa come non adeguarsi a ciò che gli altri si aspettano da te, ma a perseguire sempre ciò che cuore e mente suggeriscono.

Perché hai scelto queste due opere?

Ho scelto queste due opere perché le due protagoniste, anche se in modo diverso, hanno in comune lo stesso spirito.
Dal primo momento in cui ho letto i due libri sono stata colpita dall’enorme forza interiore che esprimono. Sono due donne completamente indipendenti, che non hanno bisogno di avere un uomo accanto per sentirsi realizzate o che svolga compiti per loro. Sono due vere donne moderne vissute in un’epoca che non le rappresenta.

Come si manifesta l’anticonformismo nelle due opere?

Come già accennato sopra, le due figure femminili sono vere e proprie rappresentanti dell’anticonformismo, anche se in modo diverso.
Per quanto concerne Hester, in The Scarlet Letter, si nota come lei non sia una donna facilmente manipolabile dall'opinione altrui e dagli standard sociali del tempo. Infatti, nel momento di maggior umiliazione pubblica, dimostra una dignità di gran lunga superiore alla massa riunitasi per schernirla e giudicarla, arrivando al punto di sollevare in aria il frutto della sua "colpa" come fosse un premio. È qui che risiede quello che ho definito "anticonformismo morale".
Mentre in Little Women troviamo un tipo di anticonformismo leggermente diverso, che io ho definito “anticonformismo sociale”. La protagonista, pur essendo una ragazzina di quindici anni, ha bene impresso nella mente come e cosa vuole diventare, non conformandosi a dei ruoli sociali già prestabiliti.

Come si manifesta la ribellione?

La ribellione più evidente è quella di Jo in Little Women. Jo viene descritta come colei che combatte contro le regole che conformavano le donne ad un ruolo secondario, per mostrarsi per quella che è, senza doversi rivelare indifesa e fragile, quasi sottomessa alla volontà comune.
In The Scarlet Letter il concetto di ribellione è più sottile, in quanto avviene in piccoli gesti che a molti possono sfuggire. Ribellione qui è cucirsi da sé il simbolo del proprio peccato e indossarlo a testa alta. Ribellione è incoraggiare la figlia a non far caso alle voci della gente e a restare sempre fedele al proprio istinto.
La ribellione si manifesta in entrambe come una volontà di non adeguarsi alla volontà degli altri.

Che cosa significa un atteggiamento femminista per te nella vita di tutti i giorni e come promuoverlo nella società?

I contenuti del femminismo sono molto vari e complessi, ma l’obiettivo del femminismo nelle sue varie declinazioni teoriche e pratiche non è quello di affermare una “supremazia delle donne”. Appartenere al sesso femminile, nascere donne invece che uomini, significa trovarsi al mondo in una posizione di svantaggio, di difficoltà (nei migliori dei casi) e di inferiorità. tutte possono dirsi femministe, ma questo non costituisce immediatamente, attraverso un puro atto linguistico, potremmo dire performativo, un campo di sorellanza e condivisione. Dirsi femministe, in questo contesto, significa esporsi alla possibilità anche di costruire divergenze, non per cancellare le differenze e proporre un femminismo singolare, ma per riconoscere nel proprio partire da sé un punto di partenza e costruire alleanze sulla base del desiderio che ci anima e del modo in cui ci muove. Dirsi femministe, in qualche modo, ci connette a una storia ricca e profonda, a una rivoluzione in atto, ma poco dice – e in parte per fortuna perché testimonia una ricchezza – della direzione che ognuna di noi vuole intraprendere. Per questo non possiamo che pensare il femminismo come un’impresa collettiva, non individuale, che non può mai darsi in solitudine, ma che si nutre sempre di un pensare insieme, di un mettersi in scacco a vicenda, illuminando punti ciechi o poco visibili delle esperienze delle altre e offrendo le proprie perché possano essere destabilizzate.

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