Jul 6, 2020

Il fiume si è fermato di Marco Marengo - frammenti poetici in un'edizione bilingue di ProMosaik


Di Marco Marengo, 5 luglio 2020. Grazie a Milena Rampoldi di ProMosaik ho pubblicato una raccolta di frammenti poetici dal titolo "Il fiume si è fermato". È come se parte della natura dell'uomo (per via della crisi legata al Covid 19) si sia aggrovigliata su se stessa. Qui di seguito le risposte di Milena, traduttrice dall'italiano al tedesco.


La traduzione in tedesco ha modificato le tue emozioni rispetto all'italiano?
Le emozioni credo non dipendano dalla lingua, ma dal messaggio semantico trasportato dalla stessa. Comunque, vi sono delle sfumature che cambiano da una lingua all’altra. L’aspetto estetico e acustico è sicuramente diverso. Dietro ogni linguaggio e dietro ogni espressione poetica si cela l’idea, il pensiero dell’autore e del poeta. Trasportare questo in un’altra lingua è una sfida che mi piace moltissimo. Per questo ho fondato ProMosaik Poetry che pubblica opere poetiche in edizione bilingue o plurilingue.

Come uno specchio che deforma? Che amplifica?
Sicuramente il traduttore funge da specchio in quanto rispecchia le parole dell’autore e del poeta. La forma è comunque nuova in quanto riveste il pensiero dell’autore e del poeta con un abito linguistico nuovo. Direi che si tratta di una deformazione in senso positivo, senza dubbio. L’amplificazione può a volte avvenire, sì, quando il traduttore opera con il metodo della traduzione di H.G. Gadamer e del suo circolo ermeneutico. Riflettendo e mettendoci il proprio pensiero interpretativo senza dubbio il traduttore diviene poeta e amplifica il pensiero originale.

Il fiume si è fermato, parallelo del mondo che ha rallentato. Ognuno ha nel proprio intimo il ricordo di quei giorni. 
Credo che il titolo dei frammenti sia ispirato in tutto e per tutto al periodo del rallentamento materiale, fisico, emotivo, mentale e psichico che viviamo in quest’epoca del Covid-19. Sebbene io sia fermamente convinta che la crisi del virus non sia una crisi da collocare nell’ambito della medicina, ma che sia una crisi politica ed economica, la dinamicità del fiume della vita è realmente rallentata a tutti i livelli per via di queste misure “virologiche” che costringono le persone a distaccarsi dal loro tessuto sociale. Ma la metafora del fiume è positiva in quanto si sa che un fiume anche se rallenta continuerà a scorrere. E un fiume crea un rinnovamento continuo in quanto come diceva Eraclito non si può entrare due volte nello stesso fiume. Il fiume simboleggia il legame con la natura che abbiamo perso perché la natura la abbiamo distrutta con il nostro paradigma tecnocratico.



Ti sei ritrovata nelle poesie che hai letto?
Mi sono ritrovata perché ho ripensato all'importanza del legame perso con la natura. Ho focalizzato l'attenzione sull'essenziale e non su ciò che a volte appare come tale.

Quando la propria casa non esiste. La realtà di chi vive per strada. Tornare a casa vuol dire restare per strada.
Questa è una delle tematiche fondamentali che devono affrontare tutti gli attivisti dei diritti umani in questo periodo del Covid-19. Imporre alle persone di stare in casa non è affatto una misura protettiva, ma assurda, perché presuppone l’esistenza della casa che non è affatto una cosa scontata. La povertà causata dalla crisi economica mondiale che si cerca di nascondere parlando di virologia è un aspetto da non sottovalutare. Ci ritroviamo infatti non solo in un mondo in cui il flusso della vita si è fermato, ma anche in un mondo in cui il lavoro non serve più e in cui ci saranno milioni di persone dichiarate inutili da un capitalismo sempre più brutale. Il flusso della vita è anche un flusso materiale in quanto l’essere umano non è solo anima e spirito, cuore, intelletto e mente, ma è un essere fisico e materiale con dei bisogni materiali che fondano la sua capacità di credere, pensare e sognare.

Un assurdo inseguire il proprio disagio.
Questo è un aspetto fondamentale di questa metafora del flusso, ovvero quello legato alla direzione dello stesso. Non dobbiamo correre nella stessa direzione, lottare contro il virus, ma capire che il virus esiste e ci dobbiamo convivere. Correre addosso alla muraglia del virus per buttarla giù sarebbe assurdo perché significherebbe rincorrere il proprio disagio. Cambiare direzione è fondamentale in questo momento. Non anticipiamo il futuro, ma modifichiamo il presente ora, tornando ad un atteggiamento umanista ed etico. Il blocco mentale rischia di continuare. Difficile capirci qualcosa, vista la quantità di notizie discordanti che ci giungono. Forse sarebbe utile un po' di silenzio per far sì che il fiume riprenda a scorrere...


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